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giovedì 17 aprile 2014

Come realizzare un firewall con Smoothwall Express.

Oltre alle classiche distribuzioni, adibite prevalentemente agli ambienti desktop, l’universo GNU/Linux si è sempre contraddistinto dalla presenza di distribuzioni per vari gusti e vari utilizzi.

Oggi presentiamo brevemente una distribuzione che si può utilizzare esclusivamente come firewall: SmoothWall Express.

SmoothWall Express è una distribuzione firewall tra le più utilizzate ed apprezzate sul panorama GNU/Linux. Dotata di una comoda ed intuitiva interfaccia grafica di configurazione è indicata per tutti coloro che intendono trasformare la propria macchina Linux in un vero e proprio fortino contro gli attacchi provenienti dall’esterno della propria rete.
smoothwall

Nel Regno di Linux: la Top Ten degli articoli più letti nel mese di Marzo 2014.

1.- Le performance digitali dell'Italia [Infografica].
Le performance digitali dell'Italia [Infografica].
MM ONE Group ha realizzato uno studio sulle performance digitali delle regioni italiane, misurando l'utilizzo e le dotazioni in termini di ICT di imprese, cittadini e amministrazioni locali.   L'analisi restituisce un'Italia a due velocità, con il Centro-Nord in netto progresso rispetto alle regioni del Sud del Paese.   I ritardi registrati dall'Italia lasciano pensare alla presenza di un


2.- YUM il gestore di pacchetti per Linux nasce per offrire una soluzione agli utenti di Rpm.
YUM il gestore di pacchetti per Linux nasce per offrire una soluzione agli utenti di Rpm.
Tenere la propria distribuzione, e più in generale, il proprio sistema operativo aggiornati deve essere una delle priorità nell’utilizzo di un computer. Le distribuzioni basate su Debian possono vantare già da diversi anni la presenza di Apt, un pacchetto per l’aggiornamento del sistema e per l’installazione di applicazioni con relativa risoluzione delle dipendenze. È stato fatto anche un port

3.- OsiriX combina l'Open Source con le tecnologie chiave di Apple.
OsiriX combina l'Open Source con le tecnologie chiave di Apple.
Osirix è un programma potente e completo. Di base è un visualizzatore di immagini mediche perfettamente compatibile con lo standard DICOM; tuttavia definirlo così è riduttivo perchè permette di importare numerosi altri formati non medicali, compreso JPEG, AVI e QuickTime.   Sviluppato dalla Osirix Foundation è rilasciato, purtroppo, per i soli sistemi Apple sotto licenza LGPL3. Dal 2010 il team

4.- SparkyLinux una semi rolling leggera e funzionale basata su Debian.
SparkyLinux una semi rolling leggera e funzionale basata su Debian.
SparkyLinux e Una Distribuzione Linux Leggera Basata su Versioni customizzate di Enlightenment e LXDE , adatta sia a vecchi che nuovi PC. Si Basa sul ramo testing di Debian.   Nata in Polonia nell'Ottobre del 2011, ha preso come riferimento Xubuntu, nella versione 11.04. Successivamente, nel Gennaio del 2012 ha preso come spunto non più Ubuntu e derivate, bensì il capostipite della famiglia:

5.- Kwheezy distribuzione Linux basata su Debian con un intuitivo desktop KDE e ottima selezione di software libero.
Kwheezy distribuzione Linux basata su Debian con un intuitivo desktop KDE e ottima selezione di software libero.
Kwheezy è una distribuzione Linux basata su Debian con un intuitivo desktop KDE e una buona selezione di software GNU/Linux  e open-source. Include anche driver per dispositivi popolari, media codecs e plugins per browser, tutti pre-configurati e pronti all’uso già al primo boot. La configurazione è facilissima, rispetto anche a distribuzioni come Ubuntu e Mint. Può essere un ottima

6.- Nel Regno di Linux: la Top Ten degli articoli più letti nel mese di Febbraio 2014.
Nel Regno di Linux: la Top Ten degli articoli più letti nel mese di Febbraio 2014.
1.- ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 3a parte. Avviare UEFI Shell. Alcune schede madri Asus ed altre basate su firmware UEFI AMI Aptio x86_64 (a partire dalle schede con Sandy Bridge) forniscono una opzione chiamata "Launch EFI Shell from filesystem device". Per queste schede madri, scaricare la Shell UEFI e copiarla sulla partizione di sistema UEFI come /

7.- ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 3a parte.
ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 3a parte.
Avviare UEFI Shell. Alcune schede madri Asus ed altre basate su firmware UEFI AMI Aptio x86_64 (a partire dalle schede con Sandy Bridge) forniscono una opzione chiamata "Launch EFI Shell from filesystem device". Per queste schede madri, scaricare la Shell UEFI e copiarla sulla partizione di sistema UEFI come /shellx64.efi (comunemente /boot/efi/shellx64.efi).   I sistemi

8.- ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 2a parte
ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 2a parte
Supporto per le variabili UEFI. UEFI definisce delle variabili tramite cui il sistema operativo può interagire con il firmware. Le variabili di boot UEFI sono utilizzate dal boot-loader e dal sistema operativo durante la prima fase di avvio. Le variabili di runtime UEFI permettono al sistema operativo di gestire certe impostazioni del firmware come il Boot Manager UEFI o gestire le chiavi per il

9.- ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), prima parte.
ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), prima parte.
L'Unified Extensible Firmware Interface (UEFI in breve) è un nuovo firmware inizialmente progettato da Intel (con il nome EFI) per i sistemi basati su processori Itanium. Esso introduce un nuovo metodo di avvio del SO che si distingue dal tradizionale "codice di avvio MBR" utilizzato dal BIOS. La versione di EFI 1.x fu presentata da Intel e successivamente un gruppo di aziende chiamato "the UEFI

10.- Due parole sul MBR (Master Boot Record).
Due parole sul MBR (Master Boot Record).
Il Master Boot Record (MBR) comprende i primi 512 byte di un dispositivo di memorizzazione. Il MBR non è una partizione; è riservato al bootloader del sistema operativo e alla tabella delle partizioni del dispositivo di memorizzazione. Una nuova alternativa a MBR può essere la GUID Partition Table, che fa parte delle specifiche dell'Unified Extensible Firmware Interface.   Processo di Boot.
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sabato 12 aprile 2014

Le performance digitali dell'Italia [Infografica].

MM ONE Group ha realizzato uno studio sulle performance digitali delle regioni italiane, misurando l'utilizzo e le dotazioni in termini di ICT di imprese, cittadini e amministrazioni locali.

 

L'analisi restituisce un'Italia a due velocità, con il Centro-Nord in netto progresso rispetto alle regioni del Sud del Paese.

 

I ritardi registrati dall'Italia lasciano pensare alla presenza di un notevole spazio di crescita che va accompagnato attraverso politiche infrastrutturali e di diffusione della cultura digitale efficaci, da attuare in tempi rapidi.

agenda-digitale3-300x211

lunedì 7 aprile 2014

YUM il gestore di pacchetti per Linux nasce per offrire una soluzione agli utenti di Rpm.

Tenere la propria distribuzione, e più in generale, il proprio sistema operativo aggiornati deve essere una delle priorità nell’utilizzo di un computer. Le distribuzioni basate su Debian possono vantare già da diversi anni la presenza di Apt, un pacchetto per l’aggiornamento del sistema e per l’installazione di applicazioni con relativa risoluzione delle dipendenze.

È stato fatto anche un port di Apt per le distribuzioni basate su Rpm.

Ultimamente però, e le ragioni sono molteplici, sta andando molto in voga adottare Yum come sistema di installazione e aggiornamento dei pacchetti Rpm. Al contrario di Apt, Yum nasce esplicitamente per offrire una soluzione agli utenti di Rpm, non è quindi un programma che è stato adattato per un sistema differente.
Yum-Extender-2

domenica 23 marzo 2014

OsiriX combina l'Open Source con le tecnologie chiave di Apple.

Osirix è un programma potente e completo. Di base è un visualizzatore di immagini mediche perfettamente compatibile con lo standard DICOM; tuttavia definirlo così è riduttivo perchè permette di importare numerosi altri formati non medicali, compreso JPEG, AVI e QuickTime.

 

Sviluppato dalla Osirix Foundation è rilasciato, purtroppo, per i soli sistemi Apple sotto licenza LGPL3. Dal 2010 il team di sviluppo ha realizzato una versione del programma Osirix MD che rispetta le normative europee ed americane in materia di immagini medicali ricevendo la certificazione della FDA.

SparkyLinux una semi rolling leggera e funzionale basata su Debian.

SparkyLinux e Una Distribuzione Linux Leggera Basata su Versioni customizzate di Enlightenment e LXDE , adatta sia a vecchi che nuovi PC. Si Basa sul ramo testing di Debian.

 

Nata in Polonia nell'Ottobre del 2011, ha preso come riferimento Xubuntu, nella versione 11.04. Successivamente, nel Gennaio del 2012 ha preso come spunto non più Ubuntu e derivate, bensì il capostipite della famiglia: Debian.

 

Una distro stabile e molto versatile, che si offre in diverse varianti: quella con il DE (Desktop Environment) Enlightenment, con LXDE e con MATE; in versione 2.1.1 "Ultra Edition" per computer datati e nella versione 2.0.1 "Game Over" per i gamer incalliti (per quanto si possa esserlo su Linux e Unix in generale..).

sparky-33-lxde


sabato 22 marzo 2014

Kwheezy distribuzione Linux basata su Debian con un intuitivo desktop KDE e ottima selezione di software libero.

Kwheezy è una distribuzione Linux basata su Debian con un intuitivo desktop KDE e una buona selezione di software GNU/Linux  e open-source.

Include anche driver per dispositivi popolari, media codecs e plugins per browser, tutti pre-configurati e pronti all’uso già al primo boot.

La configurazione è facilissima, rispetto anche a distribuzioni come Ubuntu e Mint. Può essere un ottima alternativa per colui vuole il DE KDE e la solidità di Debian.

L'ultima versione stabile rilasciata 1.5 contiene:
kwheezy-rotate-cube-border

venerdì 14 marzo 2014

Nel Regno di Linux: la Top Ten degli articoli più letti nel mese di Febbraio 2014.

1.- ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 3a parte.
ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 3a parte.
Avviare UEFI Shell. Alcune schede madri Asus ed altre basate su firmware UEFI AMI Aptio x86_64 (a partire dalle schede con Sandy Bridge) forniscono una opzione chiamata "Launch EFI Shell from filesystem device". Per queste schede madri, scaricare la Shell UEFI e copiarla sulla partizione di sistema UEFI come /shellx64.efi (comunemente /boot/efi/shellx64.efi).   I sistemi


2.- ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 2a parte
ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 2a parte
Supporto per le variabili UEFI. UEFI definisce delle variabili tramite cui il sistema operativo può interagire con il firmware. Le variabili di boot UEFI sono utilizzate dal boot-loader e dal sistema operativo durante la prima fase di avvio. Le variabili di runtime UEFI permettono al sistema operativo di gestire certe impostazioni del firmware come il Boot Manager UEFI o gestire le chiavi per il

ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 3a parte.

Avviare UEFI Shell.

Alcune schede madri Asus ed altre basate su firmware UEFI AMI Aptio x86_64 (a partire dalle schede con Sandy Bridge) forniscono una opzione chiamata "Launch EFI Shell from filesystem device". Per queste schede madri, scaricare la Shell UEFI e copiarla sulla partizione di sistema UEFI come <UEFI_SYSTEM_PARTITION>/shellx64.efi (comunemente /boot/efi/shellx64.efi).

 

I sistemi con un firmware UEFI Phoenix SecureCore Tiano sono noti per avere una Shell UEFI integrata che può essere avviata premendo un tasto come F6, F11 oppure F12.
Nota: Se non fosse possibile avviare la Shell UEFI direttamente dal firmware utilizzando uno dei precedenti metodi, creare una pennina USB formattata FAT32 contenente Shell.efi nel percorso (USB)/efi/boot/bootx64.efi La penna USB dovrebbe comparire nel menù di avvio del firmware UEFI. Avviando questa opzione verrà avviata la Shell UEFI.

UEFI-nuovostile
Comandi importanti della Shell UEFI.

I comandi della Shell UEFI solitamente supportano l'opzione -b che ferma lo scorrimento dell'output alla fine della pagina. map elenca i filesystem riconosciuti (fs0, ...) ed i dispositivi di archiviazione (blk0, ...). Eseguire help -b per elencare i comandi disponibili.


Il comando BCFG.

Il comando BCFG viene utilizzato per modificare i valori nella NVRAM UEFI, il che permette all'utente di cambiare le voci di avvio o le opzioni dei driver. Questo comando è descritto in modo dettagliato alla pagina 83(Sezione 5.3) del documento pdf "UEFI Shell Specification 2.0".


Nota: Si raccomanda gli utenti di utilizzare bcfg solamente se efibootmgr fallisce nel creare voci di avvio funzionanti sul proprio sistema.
Nota: La versione 1.0 della Shell UEFI non supporta il comando bcfg.

 

Per ottenere una lista delle attuali voci di avvio:

Shell> bcfg boot dump -v

Per aggiungere la voce di avvio per rEFInd (ad esempio) come quarta (la numerazione comincia da 0) opzione nel menù di boot:

Shell> bcfg boot add 3 fs0:\EFI\arch\refind\refindx64.efi "Arch Linux (rEFInd)"

dove fs0: è la mappatura corrispondente alla partizione di sistema UEFI System Partition e \EFI\arch\refind\refindx64.efi è il file da avviare.

Per rimuovere la quarta opzione di boot:

Shell> bcfg boot rm 3

Per spostare l'opzione numero 3 al posto dell'opzione numero 0 (cioè la prima opzione o l'opzione di default nel menù di avvio UEFI):

Shell> bcfg boot mv 3 0

Per il testo di aiuto di bcfg

Shell> help bcfg -v -b

oppure

Shell> bcfg -? -v -b

 

Il comando EDIT.

Il comando EDIT fornisce un editor di testo semplice con un interfaccia simile all'editor nano, ma leggermente meno funzionale. Esso supporta la codifica UTF-8 e si occupa dei fine riga LF(line feed) contro i CRLF(carriage return + line feed).

Per modificare, ad esempio il file di rEFInd refind.conf nella partizione di sistema UEFI (fs0: nel firmware):

Shell> fs0:
FS0:\> cd \EFI\arch\refind
FS0:\EFI\arch\refind\> edit refind.conf

Digitare Ctrl-E per aiuto.

Arch-Linux-2014-02-01-Is-Now-Available-for-Download
Compatibilità hardware.

Pagina principale HCL/Firmwares/UEFI
Creare un dispositivo USB avviabile con UEFI dalla ISO
Nota: Le seguenti istruzioni sono specifiche per il supporto ufficiale/Archiso; la perparazione di Archboot è identica, ma utilizza questo refind.confanziché quello più avanti(che è invece pensato per Archiso) e senza necessità di modificare l'etichetta del filesystem.


Nota: Il dispositivo USB può utilizzare il partizionamento MBR che GPT (è quindi possibile utilizzare anche un dispositivo USB già partizionato), il filesystem dovebbe essere FAT32(raccomandato), FAT16. FAT12 è stato ideato per i dischi Floppy e quindi non è consigliato per le periferiche USB.

 

Per prima cosa creare una tavola delle partizioni MBR ed almeno una prtizione sul dispositivo USB. Effettuare il mount della ISO scaricata dalla pagina dei download di Arch Linux.

# mkdir -p /mnt/{usb,iso}
# mount -o loop archlinux-2012.12.01-dual.iso /mnt/iso

Quindi creare un filesystem FAT32 nella partizione del dispositivo USB (effettuarne l'umount prima se necessario) avente la stessa etichetta utilizzata nella configurazione della Archiso. Ottenere l'etichetta dal file /mnt/iso/loader/entries/archiso-x86_64.conf; questo è utilizzato dall'hook archiso nell'initramfs per identificare il percorso udev per il media di installazione. mkfs.vfat è parte del pacchetto dosfstools.

# awk 'BEGIN {FS="="} /archisolabel/ {print $3}' /mnt/iso/loader/entries/archiso-x86_64.conf | xargs mkfs.vfat -F32 /dev/sdXY -n

Effettuare il mount del filesystem FAT32 appena creato, e copiare il contenuto della iso di installazione sull dispositivo USB.

# mount /dev/sdXY /mnt/usb
# cp -a /mnt/iso/* /mnt/usb
# sync
# umount /mnt/{usb,iso}

Risoluzione degli errori.

Se si incorre nell'errore "No loader found. Configuration files in /loader/entries/*.conf are needed." Una possibile soluzione consiste nell'usare un bootloader uefi diverso da quello incluso, gummiboot.

 

Scaricare il pacchetto refind-efi ed estrarre il the file /usr/lib/refind/refind_x64.efi dal pacchetto in (USB)/EFI/boot/bootx64.efi (sovrascrivere o rinominare ogni file esistente (USB)/EFI/boot/bootx64.efi).

 

Quindi copiare questo testo in EFI/boot/refind.conf. Verificare che l'etichetta nella sezione del menu Arch (ARCH_201302 in questo esempio) coincida con quella della vostra usb.

refind.conf

timeout 5
textonly

showtools about,reboot,shutdown,exit
# scan_driver_dirs EFI/tools/drivers_x64
scanfor manual,internal,external,optical

scan_delay 1
dont_scan_dirs EFI/boot

max_tags 0
default_selection "Arch Linux Archiso x86_64 UEFI USB"

menuentry "Arch Linux Archiso x86_64 UEFI USB" {
  loader /arch/boot/x86_64/vmlinuz
  initrd /arch/boot/x86_64/archiso.img
  ostype Linux
  graphics off
  options "archisobasedir=arch archisolabel=ARCH_201302 add_efi_memmap"
}

menuentry "UEFI x86_64 Shell v2" {
  loader /EFI/shellx64_v2.efi
  graphics off
}

menuentry "UEFI x86_64 Shell v1" {
  loader /EFI/shellx64_v1.efi
  graphics off
}

Dovrebbe essere adesso possibile avviare correttamente, ed avere la possibilità di scegliere quale programma EFI avviare.


Rimuovere il supporto per il boot UEFI dalla ISO.
Attenzione: Nella condizione in cui i supporti UEFI+isohybrid El Torito/MBR causino realmente problemi, sarà ideale effettuare il boot UEFI utilizzando una pennina USB come spiegato nella sezione precedente.

 

Molti sistemi Mac con EFI 32-bi ed alcuni Mac con EFI 64-bit rifiutano di avviarsi da un CD/DVD avviabile UEFI(x64)+BIOS. In questo caso la iso dovrebbe essere ricostruita senza il supporto per il boot UEFI, mantenendo solamente il boot da BIOS.

 

Effettuare il mount del supporto di installazione ed ottenere il valore di archisolabel come illustrato nella sezione precedente.

 

Ricostruire la ISO utilizzando xorriso contenuto nel pacchetto libisoburn:

$ xorriso -as mkisofs -iso-level 3 \
    -full-iso9660-filenames\
    -volid "ARCH_201212" \
    -appid "Arch Linux CD" \
    -publisher "Arch Linux <
https://www.archlinux.org>" \
    -preparer "prepared like a BAWSE" \
    -eltorito-boot isolinux/isolinux.bin \
    -eltorito-catalog isolinux/boot.cat \
    -no-emul-boot -boot-load-size 4 -boot-info-table \
    -isohybrid-mbr "/mnt/iso/isolinux/isohdpfx.bin" \
    -output "~/archiso.iso" "/mnt/iso/"

Masterizzare ~/archiso.iso su un dispositivo ottico e procedere normalmente con l'installazione.

uefi arch

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ArchLinux: Guida a Unified Extensible Firmware Interface (Italiano), 2a parte

Supporto per le variabili UEFI.

UEFI definisce delle variabili tramite cui il sistema operativo può interagire con il firmware. Le variabili di boot UEFI sono utilizzate dal boot-loader e dal sistema operativo durante la prima fase di avvio. Le variabili di runtime UEFI permettono al sistema operativo di gestire certe impostazioni del firmware come il Boot Manager UEFI o gestire le chiavi per il Secure Boot Protocol eccetera.


Nota: I seguenti passaggio non funzioneranno se il sistema è stato avviato in modalità BIOS, e non funzioneranno nemmeno se l'architettura del firmware UEFI e quella del Kernel Linux non coincidono, ad esempio firmware UEFI x86_64 + kernel x86 32-bit o viceversa. Questo è vero per il modulo del kernel efivar e per efibootmgr. Gli altri passaggi (ad esempio configurare <UEFISYS>/EFI/arch/refind/{refindx64.efi,refind.conf} ) possono essere effettuati anche se si è avviato in modalità BIOS/Legacy.

archlinux uefi3

L'accesso ai servizi di runtime UEFI è fornito dal modulo del kernel "efivars" che è abilitato dalla configurazione del kernel CONFIG_EFI_VAR=m. Questo modulo una volta caricato garantirà l'accesso alle variabili popolando la cartella /sys/firmware/efi/vars. Un modo per controllare che il sistema sia avviato in modalità UEFI consiste nel caricare in memoria il modulo "efivars" e controllare l'esistenza ed il contenuto della cartella /sys/firmware/efi/vars il cui contenuto sarà simile a questo:

 

Output di esempio (x86_64-UEFI 2.3.1 con kernel x86_64):

# ls -1 /sys/firmware/efi/vars/
Boot0000-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
BootCurrent-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
BootOptionSupport-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
BootOrder-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
ConIn-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
ConInDev-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
ConOut-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
ConOutDev-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
ErrOutDev-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
Lang-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
LangCodes-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
MTC-eb704011-1402-11d3-8e77-00a0c969723b/
MemoryTypeInformation-4c19049f-4137-4dd3-9c10-8b97a83ffdfa/
PlatformLang-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
PlatformLangCodes-8be4df61-93ca-11d2-aa0d-00e098032b8c/
RTC-378d7b65-8da9-4773-b6e4-a47826a833e1/
del_var
new_var

Le variabili di runtime UEFI non saranno reperibili se è stato utilizzato il parametro "noefi" nella linea del kernel dal menù del bootloader. Questo parametro comunica al kernel di ignorare i servizi di runtime UEFI.


Strumenti in ambiente Userspace.

Esistono alcuni strumenti che possono accedere/modificare le variabili UEFI, e sono:

    efibootmgr - Utilizzato per creare/modificare le voci di avvio del Boot Manager UEFI - efibootmgr oppure efibootmgr-git
    uefivars - semplicemente accede alle variabili - uefivars-git - utilizza la libreria efibootmgr
    Ubuntu's Firmware Test Suite - fwts - fwts-git - il comando uefidump - fwts uefidump

Sistemi UEFI Non-Mac
efibootmgr


Attenzione: Utilizzando efibootmgr su di un Mac Apple verrà danneggiato (briked) il firmware e potrebbe essere necessario flashare nuovamente la ROM della scheda madre. Esistono segnalazioni di bug riguardante l'argomento sul bug tracker di Ubuntu/Lanunchpad. Utilizzare solamente il comando bless in caso si abbia un Mac. Lo strumento sperimentale "bless" per Linux è sviluppato dagli sviluppatori di Fedora - mactel-boot.


Nota: Il comando efibootmgr funzionerà soltanto se si è avviato il sistema in modalità UEFI, dato che richiede l'accesso alle variabili di runtime UEFI che sono accessibili solo se si avvia in modalità UEFI (senza l'uso del parametro del kernel "noefi"). Altrimenti verrà visualizzato l'errore Fatal: Couldn't open either sysfs or procfs directories for accessing EFI variables.


Nota: Se risulta impossibile utilizzare efibootmgr, alcuni firmware UEFI permettono agli utenti di gestire direttamente le opzioni di boot uefi dalla configurazione. Ad esempio alcuni firmware ASUS hanno l'opzione "Add New Boot Option" che permette di selezionare una partizione EFI di sistema locale, e di impostare manualmente l'applicazione EFI. (ad esempio '\EFI\refind\refind_x64.efi')

 

Inizialmente potrebbe dover avviare il boot-loader dal firmware stesso (utilizzando la UEFI Shell) se il boot-loader è stato installato quando il sistema era avviato in modalità BIOS. Successivamente efibootmgr dovrebbe essere eseguito per rendere il boot-loader UEFI la voce di avvio di default nel Boot Manager UEFI.

 

Per utilizzare efibootmgr, prima sarà necessario caricare il modulo del kernel 'efivars':

# modprobe efivars

 

Se con questo comando si ottiene l'errore no such device found, allora significa che il sistema non è stato avviato in modalità UEFI o che per qualche motivo il kernel non riesce ad accedere alle variabili di runtime UEFI(noefi?).

 

Verificare l'esistenza dei file nella cartella /sys/firmware/efi/vars/. Questa cartella ed il suo contenuto sono creati dal modulo del kernel "efivars" ed esisteranno soltanto se si è avviato in modalità UEFI, senza il parametro del kernel "noefi".

 

Se la cartella /sys/firmware/efi/vars/ è vuota o non esiste, allora il comando efibootmgr non funzionerà. Se non si riesce ad avviare la ISO/CD/DVD/USB in modalità UEFI consultare Creare un dispositivo USB avviabile con UEFI dalla ISO .


Nota: I seguenti comandi utilizzano il boot-loader gummiboot come esempio.

Ipotizzando che il file del boot-loader da avviare sia /boot/efi/EFI/gummiboot/gummibootx64.efi. Il percorso /boot/efi/EFI/gummiboot/gummibootx64.efi può essere diviso in due parti /boot/efi and /EFI/gummiboot/gummibootx64.efi, dove /boot/efi è il punto di mount della partizione di sistema UEFI, che si presume essere /dev/sdXY (nell'esempio X e Y sono soltanto simbolici per i reali valori - ad esempio: /dev/sda1. X=a Y=1).

Per determinare l'attuale percorso per la partizione di sistema UEFI(dovrebbe essre nella forma /dev/sdXY), provare il comando:

# findmnt /boot/efi
TARGET SOURCE  FSTYPE OPTIONS
/boot/efi /dev/sdXY vfat        rw,flush,tz=UTC

 

Per creare la voce di avvio utilizzando efibootmgr usare il seguente comando:

# efibootmgr -c -g -d /dev/sdX -p Y -w -L "Gummiboot" -l '\EFI\gummiboot\gummibootx64.efi'

Nel comando precedente /boot/efi/EFI/gummiboot/gummibootx64.efi viene interpretato come /boot/efi e /EFI/gummiboot/gummibootx64.efi che a sua volta si interpreta come disco /dev/sdX -> partizione Y -> file /EFI/gummiboot/gummibootx64.efi.

UEFI utilizza il backslash (\) come separatore per i percorsi (come nei percorsi Windows).

 

L'etichetta è il nome della voce del menù visualizzata nel menù di avvio UEFI. Questo nome è scelta dell'utente e non influisce sull'avvio del sistema. Maggiori informazioni posso esse ottenute da efibootmgr GIT README .

 

Il filesystem FAT32 non è case-sensitive(non fa distinzione tra maiuscole e minuscole) dato che non utilizza la codifica UTF-8 come default. In questo caso il firmware utilizza lettere maiuscole 'EFI' invece di 'efi', pertanto utilizzare {{ic|\EFI\gummiboot\gummibootx64.efi} o {{ic|\efi\gummiboot\gummibootx64.efi} non fa differenza (cambierebbe invece se la codifica del filesystem fosse UTF-8).


Creare una partizione di sistema UEFI con Linux.
Nota: La partizione UEFISYS puà essere creata di qualsiasi dimensione supportata dal filesystem FAT32. In accordo con la documentazione di Microsoft, la dimensione minima per il filesystem FAT32 è di 512 MiB. Pertanto è consigliato che la partizione UEFISYS sia grande almeno 512 MiB. Partizioni più grandi vanno bene, specialmente se si utilizzano svariati bootloader, oppure se diversi sistemi operativi sono avviati tramite UEFI, quindi ci sarà abbastanza spazio per contenere tutti i file correlati. Se si utilizza l'avvio EFISTUB, allora assicurarsi che ci sia abbastanza spazio per il kernel e l'initramfs nella partizione UEFISYS.


Per dischi partizionati GPT.

Due scelte:

    Usando GNU Parted/GParted: Creare una partizione FAT32. Contrassegnala come "avviabile".
    Usando GPT fdisk (chiamato anche gdisk): Creare una partizione con gdisk con codice di tipo partizione "EF00". Successivamente formattare la partizione come FAT32 usando mkfs.vfat -F32 /dev/<PARTIZIONE>

Nota: Contrassegnando come "avviabile" una partizione in un disco partizionato MBR essa viene marcata come attiva, mentre in una partizione GPT marca la partizione come "UEFI System Partition".
Attenzione: Non utilizzare i comandi di util-linux fdisk, cfdisk o sfdisk per cambiare i tipi partizione in un disco GPT. Ugualmente non usare gptfdisk gdisk, cgdisk o sgdisk su un disco MBR, il disco verrebbe automaticamente convertito in un disco GPT (nessuna perdita di dati, ma il sistema non si avvierebbe).
Per dischi partizionati MBR

Due scelte:

    Usando GNU Parted/GParted: Creare una partizione FAT32. Cambiare il tipo partizione della partizione in 0xEF usando fdisk, cfdisk or sfdisk.
    Usando fdisk: Creare una partizione con il tipo partizione 0xEF e formattarla in FAT32 usando mkfs.vfat -F32 /dev/<PARTIZIONE>

Nota: E' raccomandato usare sempre partizioni GPT per il boot UEFI poiché alcuni firmware UEFI non accettano il boot UEFI-MBR.


UEFI Shell.

La UEFI Shell è una shell/terminale per il firmware essa avvia le applicazioni uefi che includono i boot-loader uefi. Oltre a questo la shell può anche essere utilizzata per ottenere altre informazioni riguardo al sistema o il firmware come la mappatura della memoria (memmap), modificare le variabili del boot manager (bcfg), eseguire programmi di partizionamento (diskpart), caricare driver uefi, modificare file di testo (edit), hexedit eccetera.


Collegamenti per il download di UEFI Shell

E' possibile scaricare una UEFI Shell con licenza BSD rilasciata dal progetto di Intel Tianocore UDK/EDK2 Sourceforge.net.

    x86_64 UEFI Shell 2.0 (Beta)
    x86_64 UEFI Shell 1.0 (Old)
    i386 UEFI Shell 2.0 (Beta)
    i386 UEFI Shell 1.0 (Old)

La versione 2.0 della Shell funziona solamente con le versioni di firmware UEFI maggiore di 2.3, ed è consigliato al posto della Shell 1.0 in questo tipo di sistemi. La Shell 1.0 dovrebbe funzionare su tutti i sistemi UEFI senza particolare riguardo alla versione del firmware. Maggiori informazioni in ShellPkg ed in questa mail

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